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	<title>Iris Gelosia</title>
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		<title>Identificare i sentimenti 2 parte</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 21:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[ - Una volta che si è chiarito a se stessi la natura dei sentimento bisogna prepararsi ad esprimerlo . Prima di tutto:   Scegliere una parola chiave affettiva (come spiegato prima). Definire chiaramente cosa significa quella parola. (definizione) Usare altre parole o sinonimi per descrivere l&#8217;intensità dell&#8217;emozione (ad esempio una leggera rabbia, può essere descritta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> -<img src="http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/images/fiabe/argilli/colori_sentimenti/sentimenti002.gif" alt="" /><br />
Una volta che si è chiarito a se stessi la natura dei sentimento bisogna <strong>prepararsi ad esprimerlo</strong> . Prima di tutto:</p>
<p> </p>
<ul>
<li>Scegliere una parola chiave affettiva (come spiegato prima). Definire chiaramente cosa significa quella parola. <strong>(definizione)</strong></li>
<li>Usare altre parole o sinonimi per descrivere l&#8217;intensità dell&#8217;emozione (ad esempio una leggera rabbia, può essere descritta come, &#8220;irritazione&#8221;, una forte rabbia è una &#8220;furia&#8221;) <strong>(intensità)</strong></li>
<li>Spiegarsi e chiarirsi quando è accaduto <strong>(durata)</strong></li>
<li>Evitare di identificare nel compagno le cause di comunicarglielo apertamente. È meglio fare riferimento al contesto e descriverlo chiaramente senza ascrivere ad altri la causa (es: &#8220;quando sono a casa da solo mi sento triste&#8221; e non &#8220;tu mi lasci sempre a casa da sola e quindi mi sento triste&#8221; <strong>(Causa e contesto)</strong></li>
<li>Raccontare delle esperienze precedenti simili. <strong>(precedenti storici)</strong></li>
</ul>
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		<title>Imparare ad identificare i sentimenti 1 parte</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 21:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[ - Per prima cosa è importante imparare a identificarli :   Sono buoni o cattivi? Cioè nel momento in cui lo si prova la sensazione è positiva o negativa? Localizzarli nel proprio corpo, misurarli, sentire quanto spazio occupano, dagli una forma e infine un colore. Cosa ci dicono? Provare ad immaginare che il sentimento ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.capemaster.net/wp-content/sentimenti.jpg" alt="" /><br />
 - Per prima cosa è importante imparare a <strong>identificarli</strong> :</p>
<p> </p>
<ul>
<li>Sono buoni o cattivi? Cioè nel momento in cui lo si prova la sensazione è positiva o negativa?</li>
<li>Localizzarli nel proprio corpo, misurarli, sentire quanto spazio occupano, dagli una forma e infine un colore.</li>
<li>Cosa ci dicono? Provare ad immaginare che il sentimento ci possa parlare. Cos ci sta dicendo?</li>
<li>Come pensiamo di agire? Quale azione questo sentimento ci fa venire in mente?</li>
<li>Quale esperienza precedente ci ricorda? Chi c&#8217;era quando lo si è sperimentato? In che occasione? Che cosa si è fatto allora?</li>
<li>Dargli un nome e per fare questo aiutarsi anche con il vocabolario o con i sinonimi e contrari.</li>
<li>Tenere un diario dei sentimenti provati durante la settimana.</li>
</ul>
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		<title>I sentimenti</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 21:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[Esprimere i propri sentimenti significa identificare e poi dare voce alle proprie emozioni. Comunicare i propri bisogni significa pianificare in anticipo come chiedere &#8220;cosa vuoi&#8221; e essere assertivo rispetto a ciò, piuttosto che essere passivo o aggressivo. Essere abili in queste competenze migliora la propria relazione di coppia. Spesso ci si abitua a nascondere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.amiciamici.com/wp-content/uploads/2008/04/sentimenti-291x300.jpg" alt="" /><br />
Esprimere i propri sentimenti significa identificare e poi dare voce alle proprie emozioni. Comunicare i propri bisogni significa pianificare in anticipo come chiedere &#8220;cosa vuoi&#8221; e essere assertivo rispetto a ciò, piuttosto che essere passivo o aggressivo. Essere abili in queste competenze migliora la propria relazione di coppia. Spesso ci si abitua a nascondere le proprie emozioni e di conseguenza a non comunicarle, a volte per motivi di natura familiare, l&#8217;educazione e le primissime esperienze di vita, a volte per valori culturali e sociali (basti pensare a come tutt&#8217;oggi sia denigrato l&#8217;uomo che mostra apertamente la sua tristezza).</p>
<p>Si può imparare ad esprimere come maggiore facilità i propri sentimenti di</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>emozione</strong></li>
<li><strong>sentimento</strong></li>
<li><strong>affetto</strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi sono le persone gelose?</title>
		<link>http://irisgelosia.it/2010/07/09/chi-sono-le-persone-gelose-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 21:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[In genere le persone gelose sono descritte come insicure, ansiose, possessive, invidiose, sospettose, irrazionali, con una scarsa stima di sé. Non sembra ci siano differenze tra i sessi rispetto all&#8217;intensità della gelosia (Bringle e Buunk, 1985 ), anche se si rilevano vistose diversità rispetto ai comportamenti associati. Da questo punto di vista gli uomini sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img src="http://it.dreamstime.com/gruppo-di-persone-in-una-coda-thumb7085149.jpg" alt="" /><br />
In genere le persone gelose sono descritte come insicure, ansiose, possessive, invidiose, sospettose, irrazionali, con una scarsa stima di sé. </em></p>
<p>Non sembra ci siano differenze tra i sessi rispetto all&#8217;intensità della gelosia (<strong>Bringle e Buunk, 1985</strong> ), anche se si rilevano vistose diversità rispetto ai comportamenti associati. Da questo punto di vista gli uomini sono più inclini delle donne ad assumere iniziative aperte in caso di tradimento, cercano cioè di discutere il problema, di affrontare il rivale o aggredire la compagna. Al contrario le donne sembrano esternalizzare meno la gelosia e i comportamenti connessi soffrendo però maggiormente di intensi sentimenti negativi, quali disperazione, depressione e di malattie psicosomatiche (<strong>D&#8217;Urso e Trentin, 1992</strong> ). Non sembra invece ci siano differenze tra i sessi rispetto agli aspetti cognitivi messi in atto. <strong>Pines e Aronson (1981) </strong>hanno infatti accertato che la reazione più comune a uomini e donne è quella di rimuginare tormentosamente sull&#8217;accaduto e questo avviene con frequenza, durata e intensità equivalente nei due sessi.</p>
<p><!-- includo: /home/web/benessere.com/www/psicologia/contenuti/contenuti_200.htm --></p>
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		<title>La gelosia da competizione sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 21:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Salovey e Rodin (1984) la caratteristica specifica della gelosia da competizione sociale è l&#8217;oggetto del desiderio , che non è mai una persona, ma è sempre una cosa , un tipo di successo o una buona posizione sociale. In realtà è possibile sperimentare questo tipo di gelosia anche verso una persona e competere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://shopping.riza.it/media/catalog/product/cache/1/image/5e06319eda06f020e43594a9c230972d/g/e/gelosia.jpg" alt="" /><br />
Secondo <strong>Salovey e Rodin (1984)</strong> la caratteristica specifica della gelosia da competizione sociale è <em>l&#8217;oggetto del desiderio</em> , che non è mai una persona, ma <em>è sempre una cosa</em> , un tipo di successo o una buona posizione sociale. In realtà è possibile sperimentare questo tipo di gelosia anche verso una persona e competere in ambito sociale per ottenere i suoi favori, la sua attenzione o il suo amore. Il sorgere e l&#8217;intensità di questo tipo di gelosia variano a seconda dell&#8217;importanza che l&#8217;individuo attribuisce alla meta ambita, dell&#8217;identità e della valenza emotiva degli altri concorrenti. In base ad una serie di esperimenti <strong>Mikulincer, Bizman e Aizemberg (1989)</strong> hanno trovato che <strong>la gelosia da confronto sociale aumenta quando</strong>:</p>
<p> </p>
<ol>
<li><strong>si attribuisce prevalentemente a se stessi la responsabilità di un confronto sfavorevole</strong> o di un proprio fallimento</li>
<li><strong>si considera lo scacco almeno in parte controllabile</strong></li>
<li><strong>si ritiene che lo sfavore nel confronto dipenda da condizioni relativamente stabili nel tempo </strong>e soprattutto relative alla propria personalità<em> </em></li>
</ol>
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		<title>Strategie contro la gelosia romantica</title>
		<link>http://irisgelosia.it/2010/07/07/strategie-contro-la-gelosia-romantica/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E sistono delle strategie che consentono di far fronte alla gelosia romantica? D&#8217;Urso e Trentin (1992) ne riportano tre, ossia:   rafforzare la fiducia in se stessi: questo consente di ridurre ansia e aggressività connesse alla gelosia stessa affinare le proprie capacità : in questo modo si migliora l&#8217;immagine di sé e si riducono depressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E<img src="http://media.libero.it/c/img52/fg/14/14507/2008/11/1.jpg" alt="" /><br />
sistono delle strategie che consentono di far fronte alla gelosia romantica?</strong> D&#8217;Urso e Trentin (1992) ne riportano tre, ossia:</p>
<p> </p>
<ol>
<li><strong>rafforzare la fiducia in se stessi</strong>: questo consente di ridurre ansia e aggressività connesse alla gelosia stessa</li>
<li><strong>affinare le proprie capacità</strong> : in questo modo si migliora l&#8217;immagine di sé e si riducono depressione e rabbia connesse all&#8217;idea della possibile perdita della persona amata</li>
<li><strong>ignorare tutto ciò che concerne la persona amata e il rivale o che è psicologicamente associato ai luoghi, alle occasioni, ai motivi della gelosia </strong></li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		<title>Romanticamente gelosi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 21:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[In genere le ricerche in ambito psicologico così come la letteratura in senso lato, si sono occupate in prevalenza di questo tipo di gelosia. La gelosia romantica suscita un insieme di sentimenti ed emozioni riguardo la persona amata, il rivale e il sé (D&#8217;Urso e Trentin, 1992 ). Queste emozioni si riassumono in una sorta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://coppia.pourfemme.it/wp-galleryo/gelosia/_4miniessere-gelosi.jpg" alt="" /><br />
In genere le ricerche in ambito psicologico così come la letteratura in senso lato, si sono occupate in prevalenza di questo tipo di gelosia. La gelosia romantica suscita un insieme di sentimenti ed emozioni riguardo la persona amata, il rivale e il sé (<strong>D&#8217;Urso e Trentin, 1992</strong> ). Queste emozioni si riassumono in una sorta di <em><strong>ambivalenza nei confronti della persona amata</strong> </em>che si traduce in <em>un aumento dell&#8217;interesse e del desiderio nei suoi confronti associato a rabbia, ostilità e al timore della perdita</em> . Parallelamente la persona gelosa sperimenta verso il rivale odio e desiderio di annullamento che diventano tanto più forti quanto più il rivale è percepito con caratteristiche positive come la bellezza, l&#8217;intelligenza, la cultura ecc. In questo senso una delle cose curiose è costituita dal fatto che il geloso percepisce come più pericoloso un rivale che possiede le caratteristiche positive che lui stesso vorrebbe possedere, piuttosto che un rivale considerato ideale dalla persona amata (<strong>Schmitt, 1988</strong> ).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Definizione basilare</title>
		<link>http://irisgelosia.it/2010/07/05/definizione-basilare/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[Definire la gelosia è difficile soprattutto perché non si sa bene se sia un&#8217;emozione , uno stato d&#8217;animo o un sentimento . Potrebbe essere considerata un&#8217;emozione in quanto si presenta in modo brusco e accompagnata da tipiche modificazioni psico-fisiologiche; tuttavia è anche un sentimento nel momento in cui permane nel tempo, viene evocata da eventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ulss.tv.it/magnoliaPublic/Minisiti/oblo0/amore/Gelosia/contenuti/0/content_files/file0/gelosia.jpg" alt="" /><br />
Definire la gelosia è difficile soprattutto perché non si sa bene se sia <em>un&#8217;emozione</em> , <em>uno stato d&#8217;animo</em> o <em>un sentimento</em> . Potrebbe essere considerata un&#8217;emozione in quanto si presenta in modo brusco e accompagnata da tipiche modificazioni psico-fisiologiche; tuttavia è anche un sentimento nel momento in cui permane nel tempo, viene evocata da eventi esterni o rappresentazioni mentali e occupa gran parte del vissuto emotivo e cognitivo dell&#8217;individuo. Il fatto che esistano più tipi di gelosia distinguibili in base all&#8217;oggetto verso cui questo stato emotivo o affettivo è rivolto complica ulteriormente il problema. Infatti è diverso essere gelosi di uno cosa ed essere gelosi di una persona. Nel primo caso c&#8217;è un desiderio di esclusività per delle cose che ci appartengono e che non vorremmo cedere in uso ad altri (<strong>gelosia materiale</strong> ); nel secondo caso domina il timore di perdere l&#8217;affetto, il più delle volte l&#8217;affetto esclusivo di una persona (<strong>gelosia romantica</strong> ).<br />
In ultimo esiste anche una <strong>gelosia da confronto sociale</strong> che origina dal desiderio di ottenere un bene che non si ha &#8211; l&#8217;amore di una persona, un lavoro o un premio &#8211; e dal timore che qualcun altro possa ottenerlo al posto nostro (<strong>D&#8217;Urso, 1990</strong> ).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA SINDROME DI LILITH: LA DONNA FATALE</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. Lilith compare nell&#8217;insieme di credenze dell&#8217;Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di Re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala, è il nome della prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/09/sindrome-di-down-individuati-segni-gia-nelle-staminali-embrionali.jpg" alt="" /><br />
Lilith è il demone femminile della religione mesopotamica associato alla tempesta, ritenuto portatore di disgrazia, malattia e morte. Lilith compare nell&#8217;insieme di credenze dell&#8217;Ebraismo come un demone notturno, ovvero come una civetta che lancia il suo urlo nella versione della cosiddetta Bibbia di Re Giacomo. Secondo la tradizione della cabala, è il nome della prima donna creata, prima compagna di Adamo e precedente ad Eva. La sua figura, delineata nel Medioevo, risale a miti e leggende antiche della Mesopotamia. Nell&#8217;immaginario popolare ebraico è temuta come demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e dotata degli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria.</p>
<p align="justify">Alla fine dell&#8217;800, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, la figura di Lilith diventa il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della grande Madre.</p>
<p align="justify">In tempi recenti Lilith è assurta al simbolo della femminilità schiacciata dalla prepotenza della cultura patriarcale maschilista. C&#8217;è una leggenda secondo cui Lilith fu la prima donna creata, la prima compagna data da Dio ad Adamo. Ma Dio la cacciò dal paradiso terrestre perché rifiutava di sottomettersi ad Adamo, anche in ambito sessuale, rifiutando che fosse sempre e solo lui a possederla. Una volta scacciata Lilith vagò sulla terra e generò con Satana (qui simbolo della ribellione) le passioni umane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fine di un amore</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gelosia]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzitutto bisogna accettare che l&#8217;amore è finito e che nel finire ci ha completamente disarmati, come nella frase di Pavese. Senza un&#8217;accettazione di ciò qualsiasi percorso è inutile. Sembra scontato ciò, ma non lo è. All&#8217;inizio, sopratutto se la fine sopraggiunge in maniera improvvisa ed imprevista, si tende a negare il tutto o quanto meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://quattroamicialbar.blog.kataweb.it/files/2008/02/4d961f99172010cdff65bc150b3aeac4.jpg" alt="" /><br />
Innanzitutto bisogna <strong>accettare</strong> che l&#8217;amore è finito e che nel finire ci ha completamente disarmati, come nella frase di Pavese. Senza un&#8217;accettazione di ciò qualsiasi percorso è inutile. Sembra scontato ciò, ma non lo è. All&#8217;inizio, sopratutto se la fine sopraggiunge in maniera improvvisa ed imprevista, si tende a negare il tutto o quanto meno a minimizzare. Si ritiene che l&#8217;altro ritornerà, che ha confuso qualche suo dubbio o quant&#8217;altro come mancanza d&#8217;amore.</p>
<p align="justify">Dopo che si è arrivati ad accettare che l&#8217;amore è realmente finito, si sprofonda in un cupo, lacerante dolore. Bisogna allora concedersi un <strong>periodo di lutto</strong> . In questo periodo che può durare giorni o settimane ed a volte mesi, và cacciato fuori tutto il nostro dolore. Bisogna piangere tutte le lacrime di questo mondo. Ci si può far affiancare in questo periodo da una persona a noi cara che prestandoci semplicemente ascolto, raccogliendo il nostro dolore, ci allevierà un pò la sofferenza. Và espressa anche tutta la rabbia che si ha dentro. Vanno anallizzati eventuali sensi di colpa che si provono.</p>
]]></content:encoded>
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